• Le mele annurche

    Anche questo frutto trova nella sua più diffusa e antica produzione campana l'Indicazione Geografica Protetta. Infatti è ancora una volta Plinio con i suoi documenti a far sospettare l'area dell'agro puteolano il punto di origine. Fu sempre lo storico romano a definirla Mala Orcula, cioè prodotta intorno all'Orco, come veniva chiamato il Lago di Averno considerato sede degli Inferi. Oggi è soprannominata la "regina delle mele" per le sue definite caratteristiche: la polpa si presenta croccante e compatta di colore bianco e gusto succoso leggermente acidulo. Il frutto maturo non ha dimensioni molto grandi, si presenta leggermente asimmetrico, la buccia è liscia e cerosa, di colore giallo-verde che assume la tipica tonalità rossa solo dopo il periodo di arrossamento a terra. Altamente nutritivo, questo pomo oltre ad essere ricco di minerali e vitamine, regola le funzioni intestinali e possiede proprietà diuretiche.

  • La pancetta Dop

    La pancetta piacentina Dop si distingue per la forma cilindrica, il peso è variabile ma la caratteristica costante è il colore rosso vivo della carne inframezzato dal bianco dell'abbondante strato grasso evidente al momento del taglio, durante il quale sprigiona il tipico profumo di speziato, seguito all'assaggio da gusto dolciastro e sapido. La particolarità di questo salume è data dal processo di legatura in fase di preparazione, durante il quale la carne viene arrotolata e legata ben salda. La pancetta di Calabria Dop invece ha forma rettangolare con uno spessore variabile tra i 3 e i 4 centimetri. Esternamente appare rossa con l'evidente presenza in superficie di polvere di peperoncino, mentre al taglio il colore è roseo intervallato da sottili striature di bianco adiposo. Il gusto della pancetta calabrese è tipicamente intenso, piccantino e particolarmente saporito.

  • Gli asparagi verdi

    Sembra prendano il loro nome dal persiano sperega che significa germoglio, termine oggi esteso all'intera pianta cui appartiene, la Asparagus officinalis. Ne esistono anche di bianchi e violetti, ma l'asparago verde è quello con sapore più succulento e dolciastro. I romani si dedicavano alle coltivazioni di questi ortaggi già in tempi antichi, come rivela Plinio nell'opera Naturalis Historia dove ne descrive metodologie di coltivazione e preparazione. Questi verdi germogli possiedono comprovate proprietà diuretiche, sono poveri di grassi e sodio, stimolano il metabolismo e supportano la funzionalità renale. Per acquistare un buon prodotto occorre verificare che la consistenza sia soda e il colore brillante; fare attenzione che il gambo non sia troppo duro cosa che, al contrario, indica vecchiaia, lo stesso vale se la punta risulta molle e poco compatta. Una menzione particolare va dedicata all'asparago verde di Altedo nella provincia di Bologna che si è meritato il marchio IGP.

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Ultimi commenti

  • Mia nonna mi ha insegnato a cuocere il ragù mooooolto lentamente, ma senza dubbio tentare non nuoce! :D

    atavolaweb, 11. Aprile, 2012 |

  • Ciao Elio,

    in cucina come in amore tutto è concesso... purché sia buono! ;)

    A presto

    atavolaweb, 11. Aprile, 2012 |