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Quanto spazio serve?

Avete poco spazio sul vostro terrazzo?

Niente paura: anche in pochissimi metri quadrati, potrete creare una jungla rigogliosa e generosa.

Se non siete tra i fortunati che hanno una fioriera, ma avete solo un piccolo terrazzino di servizio,  potrete sfruttare il parapetto agganciando una serie di vasi e vasetti, possibilmente verso l’interno, dove man mano cresceranno i vostri ortaggi.
 Insalate, spinaci, erbe aromatiche, ravanelli, ma anche fiori commestibili o piccoli frutti, a seconda della stagione. 
Potete scegliere tutte quelle varietà che stanno in poco spazio e che man mano raccoglierete, si rigenerano: un cespo di lattuga, se viene colto a circa 2-3 cm dal colletto, ricrescerà e ricrescerà!


 

terrazzo, piante, portavasi

E se avete una parete libera, potrete sviluppare il vostro orto anche in verticale.
Scoprirete quanti oggetti potrete riutilizzare per allestire quel muro vuoto: bottiglie di plastica, lattine, un vecchio porta oggetti inutilizzato da tempo, bancali, scarpiere impilabili…Insomma, la vostra fantasia vi sorprenderà e nel piatto non mancherà mai qualcosa di appena colto!


piante, coltivare, vasi, portavasi

Certamente più spazio avete più possibilità avrete di aggiungere qualità diverse.
 Se il terrazzo è molto soleggiato, e avete bisogno di un riparo, potrete anche pensare di far arrampicare, al posto dell’edera, cetrioli, fagioli, o anche pomodori, in modo da ottenere una barriera naturale e commestibile.


Nelle zone più soleggiate potrete mettere vasi che ospiteranno piante amanti del sole, di varie profondità e capienza, per permettere a ciascun ortaggio di crescere al meglio.



Se siete alle prime armi vi consiglio di farvi un giro in campagna, in qualche agriturismo, o negli orti urbani, per capire quali piante si adatteranno meglio alla vostra situazione, oltre che al vostro palato!
Basta un attimo di distrazione e quei minuscoli e teneri germogli li vedrete trasformati in possenti e rigogliose piante che avanzeranno alla ricerca di altro spazio.



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  • Orto sul balcone da un’idea anti-spreco

    Insalate verdi

    Lo spreco alimentare è un tema di grande attualità, affrontato sotto diversi punti di vista nel numero di A Tavola di Marzo. La lotta allo spreco alimentare passa di certo attraverso una maggiore attenzione e consapevolezza dei nostri stili di vita. Basterebbe ad esempio organizzare la spesa settimanale con più accuratezza, non fare acquisti compulsivi, usare un po’ di fantasia per riciclare gli avanzi di cibo prima di acquistarne di nuovo e anche sforzarsi di vedere ancora del buono dove solitamente non riusciamo a vederlo. Quelli che riteniamo scarti, possono invece rivelarsi preziosi alleati per dare vita a cibi salutari e gustosi.

    Un’idea davvero originale per esempio, partendo proprio dagli scarti alimentari che sono ritenuti i maggiori responsabili del nostro spreco, è cominciare a prepararsi delle talee, ovvero delle piante create a partire dagli scarti, iniziando a pensare, che davvero nulla delle verdure che utilizziamo in cucina dovrebbe andare sprecato. Potremmo generare un nuovo cespo di insalata, semplicemente mettendolo in acqua e aspettando con pazienza qualche giorno. Non ci credete? Ho fatto personalmente l’esperimento, ecco l’infografica che riassume i principali passaggi.

    come coltivare l'insalata

    La germinazione a partire da questo scarto accade perché le verdure che acquistiamo, specie se acquistate direttamente dai produttori, (o comunque se non stazionano nei supermercati da troppo tempo!) sono organismi ancora vivi, formati da cellule vegetali che continuano a respirare anche dopo essere state raccolte. I vegetali e dunque anche frutta e verdura respirano come noi, utilizzano l’ossigeno per produrre sostanze in grado di mantenere in salute la pianta. Se noi forniamo loro le giuste condizioni: ossia acqua e illuminazione sufficiente, esse sono anche in grado di rigenerarsi, partendo da cellule staminali totipotenti in esse contenute, che sono in grado di generare nuovamente le parti mancanti della pianta. Possono addirittura rigenerare delle radici, così che possiamo interrare il nostro scarto per dargli una nuova vita. Ecco perchè il nostro piccolo orto sul balcone può cominciare proprio da qui. 

Le verdure di cui possiamo riciclare gli scarti non sono solo lattughe e insalata, ma anche il sedano, i cipollotti, le cipolle e i porri che potranno essere sistemati in acqua fino a che compaiano le prime radichette, dopo di che possiamo spostarle nella terra, in un vaso. Questo diventerà – con spesa zero e minimo sforzo – il nostro piccolo orto a metro zero.

  • Un pomodoro sul terrazzo

    Il primo passo: la scelta della terra

    Vivete in città e vorreste tanto aprire quella finestra ed essere invasi dal verde?

    
E magari anche un “verde” commestibile?

    Certo, se vivete a ridosso di una strada molto trafficata effettivamente non sarebbe la prima cosa che vi verrebbe in mente, quella di realizzare un orticello a portata di mano ma, se pensate che comunque, le verdure che comprate al supermercato, prima di arrivare sulla vostra tavola, si sono fatte chilometri e chilometri di asfalto, magari potreste riconsiderare la cosa.



     


     

    

Certo, se vivete a ridosso di una strada molto trafficata effettivamente non sarebbe la prima cosa che vi verrebbe in mente, quella di realizzare un orticello a portata di mano ma, se pensate che comunque, le verdure che comprate al supermercato, prima di arrivare sulla vostra tavola, si sono fatte chilometri e chilometri di asfalto, magari potreste riconsiderare la cosa.



    Se vi siete convinti a intraprendere questa avventura, spero che possiate trovare qualche utile spunto in questo primo post, che inaugura la nuova rubrica di A Tavola Web.



    Da dove cominciamo?

    
Decidete in quale angolo, davanzale o terrazzo volete allestire il vostro piccolo grande orto casalingo e cominciate a osservare: 
luce, ombra, aria, esposizione alle intemperie e via dicendo... 
 Ci sono piante che amano il sole, altre che stanno meglio senza ricevere sole diretto.
 Alcune hanno bisogno di luce per almeno 6-8 ore, ad altre basta meno.



    Una volta che avete fatto mente locale su questi aspetti, potete dedicarvi alla scelta delle piante da coltivare.



    Cosa molto importante è considerare anche il territorio nel quale vi trovate, evitando magari di scegliere ortaggi, aromatiche o fiori adatti a climi molto diversi dal vostro. 
Certamente sul terrazzo si creerà un microclima diverso dal pieno campo: il calore del sole magari si amplifica anche in luoghi tendenzialmente più miti, ma un mio consiglio è partire proprio dal territorio, in questo modo difficilmente si rimarrà delusi.

    

Cosa ci serve ora?



    Terra, semi, vasi, acqua, per ben iniziare. E magari, prima di comprare attrezzatura professionale da giardinaggio mettere da parte qualche oggetto che potrebbe esservi utile nel primo periodo: una forchetta al posto di un piccolo rastrello, un cucchiaio da minestra per scavare, un colino a maglie strette per setacciare la terra, qualche bidoncino per la raccolta dell’acqua per innaffiare…



    Ma per prima cosa direi che dovremo procurarci della buona terra. 
Come fare a scegliere una buona terra? 
Ecco, questa è una domanda abbastanza insidiosa. 
L’ideale sarebbe procurarsi della terra, nel posto più fertile al mondo: il bosco. 
Lungi da me consigliare di andare nei boschi a prelevare terra per i vasi sul terrazzo!!

    Ma per evitare di utilizzare terricci poco fertili, o un po’ troppo trattati, potreste cominciare, ancor prima di allestire l’orto, a costruirvi un bella compostiera sul terrazzo, in questo modo, oltre a riciclare direttamente i vostri scarti ‘umidi’ (vegetali) avrete sempre a disposizione materiale prezioso ricco di sostanze organiche da mischiare al terriccio. E, se deciderete di aggiungere anche qualche lombrico (cosa molto raccomandabile), risolverete il problema di possibili cattivi odori durante la maturazione del compost e creerete un humus che restituirà ancor più nutrimento alle vostre piante.


    Durante l’attesa (ci vorranno circa 2-3 mesi, prima che il compost sia maturo) potrete investire del tempo cercando più informazioni possibile su dove reperire i semi, su quali piante sono adatte alla prossima stagione, ecc ecc.

    
Ma se l’idea di armeggiare con bidoni, scarti organici e rifiuti vi scoraggia, niente paura. In commercio troverete anche il compost maturo pronto all’utilizzo.



    Avete deciso come cominciare? 


    Me lo direte alla prossima “puntata”!


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