Ricerca: arrivano le fave non tossiche per gli affetti da favismo

Ricerca: arrivano le fave non tossiche per gli affetti da favismo

Individuati alcuni tipi di fave prive dei composti che causano anemie

La notizia è stata data dall'ospedale civile di Alghero, dove tre equipe congiunte di studiosi francesi, sardi e ricercatori di Torino, dopo due anni di ricerche sembra siano riusciti ad arrivare ai primi risultati positivi. Lo studio è partito dall'Istituto nazionale della ricerca agronomica di Digione insieme al Dipartimento di genetica, biologia e biochimica dell'Università di Torino, i quali hanno individuato alcuni ceppi di fave con bassissimi contenuti di G6pd, l'enzima glucoso-6-fosfato deidrogenasi, che nei fabici può causare anemia anche grave. Si è passati quindi alla sperimentazione su base volontaria su di un primo gruppo di donne di Alghero. Andando avanti con le sperimentazioni si è constatato che fave a basso contenuto di componenti glucosidici possono essere somministrate a soggetti fabici senza il rischio di distruzione dei globuli rossi. I responsabili della ricerca sperano ora in una sostituzione delle cultivar tradizionali con queste nuove e innocue ma con le stesse proprietà sia nutrizionali che organolettiche.

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